GT (75 anni)

75 anni nel campo dei trasporti: è il “record” della ditta Baroni

Il fondatore Battista iniziò l’attività con i carri nel 1904

1904: Battista Baroni inizia l’attività con carrozze e carri per il trasporto di persone e merci. Prede così avvio, all’inizio del secolo, lo sviluppo della ditta Baroni che da allora, passo dopo passo, si è inserita nella economia dei trasporti malcantonesi come elemento insostituibile.
Una ditta a conduzione familiare che, di generazione in generazione, ha tramandato la serietà e la qualità del lavoro.
Nel 1925 Battista Baroni acquista la prima automobile (una “scat”), una delle poche in circolazione nella regione. Nel frattempo si erano affiancati a lui nel lavoro i figli Ettore (nel 1919) e Nino (1921). Lo sviluppo è progressivo e nel 1930 il parco veicoli comincia a prendere consistenza: 3 auto e 2 autocarri, mentre viene abbandonato il trasporto a mezzo cavalli che, dopo l’introduzione dei veicoli a motore, perde d’efficacia e razionalità.
Nel 1946 la ditta assume la denominazione “Battista Baroni & figli” mentre qualche anno dopo, nel 1953, sono Ettore e Nino Baroni ad assumere direttamente la conduzione: per il padre infatti, da ormai mezzo secolo sulla breccia, è giunto il momento del meritato riposo.
Cinque anni dopo scomparse, in ancora giovane età, Nino Baroni. Alla guida della ditta, in crescente espansione, rimane Ettore Baroni al quale darà presto man forte il figlio Osvaldo che, nel 1962, ne assunse la piena direzione.
Lo sviluppo richiede strutture più adeguate e si rende necessaria la costruzione, a pochi anni di distanza, di una rimessa e di un magazzino alla “Baragia” che sostituiscono il vetusto garage all’imbocco dei portici.
Nel 1946 assume inoltre il”camionage” ufficiale della Ferrovia Lugano – Ponte Tresa e dal 1973, anche quello delle Ferrovie Federali Svizzere per la regione malcantonese.
Da 75 anni la Ditta Baroni marca, con la sua presenza, il settore dei trasporti nella nostra regione: creata quando il motore a scoppio non aveva ancora conquistato le strade, oggi i suoi veicoli blu non si fermano ai confini del Malcantone ma percorrono l’Europa intera.

Gazzetta Ticinese (venerdì 1 febbraio 1980)
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